Archive for the ‘CLASSE 5^’ Category

Alla Scuola Media (Secondaria di Primo Grado)

Ciao ragazzi! Mercoledì 12 settembre 2012 ci sarà la partenza per il vostro nuovo percorso scolastico, e vai!!!

Io vi penserò mentre accoglierò i piccoli di sei anni che inizieranno con trepidazione quello che voi avete concluso!

Vi metto alcune foto del mio viaggetto in Irlanda come fresco saluto alle vacanze e frizzante “In bocca al lupo” per la nuova esperienza che vi aspetta.

Una tenera foca ci saluta nella “Baia delle foche” alle Isole Aran (Irlanda)

Spiaggia “Bandiera blu” nel Burren (Irlanda)

Scogliere nelle isole Aran (Irlanda)

Scuola pubblica  a Kilcrohane nella penisola di Sheep’s Head nel sud dell’Irlanda

 e buon anno scolastico a tutti!!!

Sheeps Head Peninsula

Giocare a “Mondo” o “Campana”

In cortile si possono fare diversi giochi.

Sulle mattonelle del cortile della nostra scuola ci sono disegnate alcune ” figure geometriche”, a che serviranno?  per calcolarne le aree e i perimetri? Caspita non lo abbiamo fatto,  ma avremmo potuto… oppure è stato meglio così?

Ok,  servono per giocare a “Mondo”, ma per giocare si utilizza anche la geometria.

In una delle uscite primaverili ho fatto alcune foto mentre voi giocavate, adesso le pubblico insieme alle regole del gioco… se qualcuno passa da qui chissà magari prende un legnetto per fare i solchi delle caselle o sulla sabbia o sulla terra,  o tracciando le linee con un pezzo di mattone rosso in un cortile… cerca un sasso piatto e si fa una partita con un amico.

(Cliccate sulle foto della galleria se volete vederle ingrandite)

 Il percorso e regole

Per giocare a campana bisogna tracciare il percorso sulla superficie disponibile. Sulla terra il percorso può essere tracciato con una pietra o altro oggetto appuntito mentre sul marciapiede con del gesso.

Nella nostra scuola il percorso è dipinto con vernice e pennello, le righe sono un po’ grosse di spessore ma abbiamo la comodità di non doverlo sempre disegnare.

Il disegno varia ma il percorso è di solito composto da una serie di caselle quadrate intervallate da blocchi con due caselle laterali. Al termine del percorso viene disegnata la base, a forma di semicerchio, dove il giocatore deve girarsi per completare il percorso rifacendolo a ritroso. Le caselle si possono numerare progressivamente.

Svolgimento del gioco

Il primo giocatore lancia il suo contrassegno (di solito una pietra o un tappo di bottiglia) nella prima casella. La pietra deve atterrare all’interno della casella senza toccare alcuna linea o rimbalzare fuori. Il giocatore quindi salta di casella in casella lungo il percorso, ma senza entrare nella casella in cui è presente la sua pietra, cosa che lo costringe ad effettuare un balzo più lungo del solito.

Le caselle singole vanno saltate su un sol piede mentre i blocchi di due caselle affiancate consentono di appoggiare contemporaneamente entrambi i piedi (a meno che una delle due sia occupata dalla pietra), permettendo eventualmente di recuperare l’equilibrio. Raggiunta la base, il giocatore può fermarsi per poi voltarsi, effettuando mezzo giro, e rifare il percorso a ritroso, sempre rispettando la regola del singolo appoggio o del doppio appoggio dei piedi a seconda se si tratta di una casella singola o di due caselle affiancate. Giunto in corrispondenza della casella con la sua pietra, la deve raccogliere, senza perdere l’equilibrio, e completare il percorso tornando al punto di partenza.

Dopo aver completato con successo il percorso di andata e ritorno, il giocatore lancia la pietra nella casella contrassegnata dal numero due e così via.

Si sbaglia se:

1) si tocca con il piede un segno della campana;
2) si appoggia il piede in una casella;
3) l’oggetto lanciato non cade nel riquadro della casella designata;
4) si dimentica di riposare nelle apposite caselle.
Il giocatore che avrà fatto uno di questi sbagli dovrà uscire dal gioco per lasciare il posto a chi segue nell’ordine stabilito precedentemente con la conta. Quando di nuovo tornerà il suo turno dovrà riprendere il gioco da dove ha commesso l’errore.
Vince chi per primo con la sua pietra visita tutte le caselle, completando ogni volta il percorso.
Per chi ha più tempo
Potete decidere anche di continuare il gioco rendendolo sempre più difficile: si ricomincia da capo, ma procedendo ad occhi chiusi, oppure con un sasso sulla testa. Vince chi termina il percorso senza commettere nessun errore.

Buona continuazione delle vacanze a tutti

Buone vacanze e buona musica a tutti!

Qualche scatto fatto ai vostri disegni sul quaderno di musica… per ripassare e concludere:

1 -prima pagina di inizio anno dove avete scritto quello che  poteva essere MUSICA

2 – la batteria come primo strumento sentito nel canto di “Aria pulita” e che  stava imparando a suonare… Andrea!

3 – il basso, lo strumento che si accoppia alla batteria come “i fratelli Xeres”

4  i canti per il coro di Natale con la classe quarta

5 – l Orchesta Alla Scala… giocando a distinguere il timbro della nostra voce e degli strumenti con giochi on line…

6 – il clarinetto, strumento  dell’Orchestra, ma anche della Banda e soprattutto di Fabio!

7 – la disposizione dei musicisti alla scuola della Banda… di Traona

8 – la chitarra elettrica che suona il rock con il basso, la batteria… ma da noi l’ha suonata in “assolo” Vittoria!

( potete agire sulle slide con i comandi  in basso, li vedete passando il mouse)

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Buone vacanze e 

BUONA MUSICA A TUTTI!!!

Ultimo giorno di scuola!!!

Da un po’ stavate pensando all”ultimo giorno di scuola (09.06.2012),  sperando  di “trascorrere” una giornata diversa per salutare la vostra scuola Primaria? Ora è finita, chiusi:  la giornata,  l’anno scolastico e… forse anche il primo percorso di scuola dell’obbligo.

“Alice nel Paese delle Meraviglie” ha voluto farvi anche lei un saluto proponendovi un capitolo che racconta di incontri strani e di una scuola molto simile a tutte le altre,  nonostante sia in fondo al mare e cerchi di imbrogliarci con strani nomi.

E’ il IX (nono) capitolo  “La storia della Finta Tartaruga” , quello che abbiamo esplorato per capire un po’ di quelle simpatiche e assurde stranezze che il nostro matematico Carroll ha raccontato alla piccola Alice e alle sue sorelle,  durante la famosa gita sul fiume…

5^ A: “Incontro di Alice con la Duchessa”

La Duchessa/Giada incontra Alice/Beatrice che stava  partecipando al croquet della Regina di Cuori (notare il pellicano/ombrello/mazza da croquet) e vuole chiacchierare amichevolmente con lei…

 

La Duchessa con il suo mento aguzzo e  la sua morale vuole conversare, ma quanta pazienza dovrà avere la povera Alice per sopportarla, finchè non sparirà di nuovo con l’arrivo  della Regina.

Vediamo il video (fatto da maestra Gemma) di questo incontro “drammatizzaletto” che vuol dire:  drammatizzare subito una lettura ripetendo  battute, improvvisando costumi…  con la fresca e spontanea partecipazione  dei ragazzi.

Ora la Regina ha affidato Alice al Grifone[1] perchè l’accompagni dalla Finta Tartaruga[2] e le racconti la SUA STORIA

 [1] Il grifone è una creatura leggendaria con il corpo di leone e la testa d’aquila. Il grifone è quindi spesso rappresentato con quattro zampe, ali, becco, artigli d’aquila e spesso con orecchie equine.

 [2] Nelle illustrazioni originali per Alice,  John Tenniel riprese il gioco di parole di Carroll rappresentando la Finta Tartaruga come una sorta di chimera composta da parti di diversi animali, e in particolare proprio quelle con cui si preparava la zuppa di finta tartaruga, tra cui la testa, gli zoccoli e la coda del vitello.

5^ B: “La storia della Finta Tartaruga”

   

Il Grifone/Matteo è con Alice/Vittoria  dalla Finta Tartaruga /Mattia  per poter ascoltare… ma stiamo certi che qualche domanda la farà anche lei!

 

Finalmente la storia ha inizio e scopriamo una scuola anche …in fondo al mare!

Ecco il video girato dall”operatrice” Veronica che ci mostra gli attori/volontari alle prese con queste non facili “battute” appena ascoltate e visualizzate sulle schermate della  LIM.

“E ora basta con scuola e lezioni,  è il momento di pensare ai giochi”, come dicono i nostri strani amici carrolliani.

Veronica ha fatto una ripresa  finale, a sorpresa, ve la pubblico… eih, ciao Marco!..  e naturalmente tutti quanti!

 “Buone vacanze a tutti”

dalle vostre insegnanti!!!

Un gioco con il  tangram: costruisci la Duchessa, il Cappellaio Matto, lo Stregatto, il Bianconiglio.

L’apparato riproduttore

E finalmene eccoci all’argomento che molti di voi ragazzi aspettavano da quando abbiamo iniziato lo studio del corpo umano …

L’ ho  lasciato alla fine perchè era bene che prima conosceste meglio la cellula, i tessuti, organi e  apparati…  perchè l’apparato riproduttore è un apparato speciale,  che da una sola cellula,  anche lei speciale (perchè formata  da quella  maschile, lo spermatozoo  e da quella femminile, ovulo),  avrà inizio una nuova vita e un nuovo organismo completo…  di tutti gli apparati che avete già studiato!

LE CELLULE RIPRODUTTIVE
Sono le cellule che trasmettono il corredo genetico ai figli

(da Classe V di Pavone)

Video “Esplorando il corpo umano” La nascita:

Video “Il Miracolo della Vita – Concepimento persona umana “-

Gli organi genitali
Nella specie umana, così come in tutte quelle caratterizzate da sessi separati, è possibile distinguere un apparato riproduttore maschile e uno femminile, differenti per struttura e compiti.

L’apparato genitale maschile è l’insieme di organi e di strutture che permettono la riproduzione sessuale negli organismi animali di sesso maschile.

1 – Vescica
2 – Osso pubico
3 – Pene
4 – Corpo cavernoso
5 – Glande
6 – Prepuzio
7 – Uretra
8 – Colon sigmoideo
9 – Retto
10 – Vescicola seminale
11 – Dotto eiaculatore
12 – Prostata
13 – Ghiandole di Cowper
14 – Ano
15 – Dotto deferente
16 – Epididimo
17 – Testicolo
18 – Scroto

L’apparato genitale femminile, negli organismi  è l’insieme degli organi e delle strutture che permettono la riproduzione e l’accoppiamento negli animali femminili.

I complessi rock

Con il termine complesso rock si indicano sia i complessi semplici degli anni Cinquanta e Sessanta, sia quelli tecnologicamente più avanzati dei nostri giorni. Tale complesso comprende un numero minimo di cinque esecutori, tra cui un cantante solista.

Gli strumenti basilari sono: chitarra elettrica, basso elettrico, batteria.

Il termine “rock” (dall’inglese to rock, che significa “scuotere”, “far tremare”) indica genericamente tuttta la musica dei giovani, nelle sue varie forme, anche le più diverse. Si è sviluppata dal 1950 negli Stati Uniti e in Inghilterra.

Ascoltiamo un complesso rock:

I Deep Purple – Smoke on the water – 1973 (Live USA)

La chitarra elettrica  è munita di sei corde di metallo ed è lo strumento più rappresentativo della musica rock.

La somiglianza con  la chitarra acustica si limita alla forma, perchè il suono prodotto dalle vibrazioni delle sue corde viene amplificato elettronicamente. (strumento suonato per noi da Vittoria)

Il basso elettrico è uno strumento di forma simile alla chitarra elettrica, ma è munito solo di quattro corde, più lunghe e più spesse. Suona le note più basse per sostenere la melodia e, insieme alla batteria, dà impulso ritmico a tutto il complesso. (strumento suonato per noi da Marco Xeres)

La batteria comprende un insieme di strumenti a percussione, soprattutto tamburi, che il batterista suona contemporaneamente. La batteria costituisce il nucleo ritmico dei complessi jazz e rock.  (strumento suonato per noi da Paolo Xeres)

(informazioni tratte da “meda@ music di Rosanna P. Castello)

L’anno scolastico è terminato, il programma di musica si ferma qui… la nostra conoscenza degli strumenti musicali era iniziata con la BATTERIA,  che avevate sentito  nell’ascolto del canto imparato per la festa dell’accoglienza “Aria pulita” ed era diventato…  il nostro primo obiettivo musicale. (clicca QUI per ricordare)

E ora? abbiamo concluso ancora con un richiamo alla batteria come componente importante dei complessi rock.

Un cerchio si è chiuso: buone vacanze e buona musica per…  la vita!!!

L’area dei poligoni regolari alla LIM

Area dell’ esagono, del pentagono e…  di tutti i poligoni regolari.

Costruiamo un esagono con l’uso del goniometro, guardiamo alla LIM  e ripetiamo sul quaderno.

(ora una  Lim è  in quinta B, è  quella della foto a destra … l’anno è finito ma siamo contenti lo stesso)

1° metodo per calcolare l’area dei poligoni regolari: dividiamo l’esagono in triangoli tutti congruenti, la cui altezza si chiama APOTEMA (a)

   

Disegnamo altri due esagoni uguali su un foglio e li ritagliamo, dividendoli anche nei sei triangoli da cui è composto.

Adesso riflettiamo osservando la costruzione: come posso calcolare l’area dell’esagono? se  è formato da 6 triangoli, sapendo calcolare l’area dei triangoli?

   

2° metodo per calcolare l’area dei poligoni regolari.

Con l’altro esagono preparato, diviso in triangoli,  formiamo un parallelogramma che ha per base il semiperimetro (metà perimetro) del poligono e per altezza l’ APOTEMA (a)

 

ognuno registra il  lavoro sul quaderno:

  

una pausa di studio e al prossimo appuntamento con l’area dei poligoni regolari… sempre utilizzando la LIM e i suoi strumenti, fra cui il compasso!

costruzione esagono con goniometro

3° metodo: prendiamo i due poligoni regolari e componiamo un parallelogramma che avrà la base = al suo intero perimetro e l’altezza = alla sua apotema (a)

QUINDI LA FORMULA SARA’:

MA SE NON CONOSCIAMO LA MISURA DELL’APOTEMA?

conoscendo il lato, per trovare la misura dell’apotema è sufficiente moltiplicare il lato per il numero fisso.

lato  x  numero fisso = apotema


Ecco i numeri fissi dei principali poligono regolari

Se fai clic sui nomi dei poligoni della tabella che sono sottolineati, ti potrai esercitare con alcuni file realizzati con Geogebra.
Se sposti i punti A e B infatti, puoi modificare la lunghezza del lato del poligono regolare.  (da splasragazzi)
poligono regolare apotema/lato= numero fisso
Triangolo 0,289
Quadrato 0,5
Pentagono 0,688
Esagono 0,866
Ettagono 1,038
Ottagono 1,207
Ennagono (9 lati) 1,374
Decagono (10 lati)

1,539