Archive for the ‘Fiabe e racconti’ Category

Ultimo giorno di scuola!!!

Da un po’ stavate pensando all”ultimo giorno di scuola (09.06.2012),  sperando  di “trascorrere” una giornata diversa per salutare la vostra scuola Primaria? Ora è finita, chiusi:  la giornata,  l’anno scolastico e… forse anche il primo percorso di scuola dell’obbligo.

“Alice nel Paese delle Meraviglie” ha voluto farvi anche lei un saluto proponendovi un capitolo che racconta di incontri strani e di una scuola molto simile a tutte le altre,  nonostante sia in fondo al mare e cerchi di imbrogliarci con strani nomi.

E’ il IX (nono) capitolo  “La storia della Finta Tartaruga” , quello che abbiamo esplorato per capire un po’ di quelle simpatiche e assurde stranezze che il nostro matematico Carroll ha raccontato alla piccola Alice e alle sue sorelle,  durante la famosa gita sul fiume…

5^ A: “Incontro di Alice con la Duchessa”

La Duchessa/Giada incontra Alice/Beatrice che stava  partecipando al croquet della Regina di Cuori (notare il pellicano/ombrello/mazza da croquet) e vuole chiacchierare amichevolmente con lei…

 

La Duchessa con il suo mento aguzzo e  la sua morale vuole conversare, ma quanta pazienza dovrà avere la povera Alice per sopportarla, finchè non sparirà di nuovo con l’arrivo  della Regina.

Vediamo il video (fatto da maestra Gemma) di questo incontro “drammatizzaletto” che vuol dire:  drammatizzare subito una lettura ripetendo  battute, improvvisando costumi…  con la fresca e spontanea partecipazione  dei ragazzi.

Ora la Regina ha affidato Alice al Grifone[1] perchè l’accompagni dalla Finta Tartaruga[2] e le racconti la SUA STORIA

 [1] Il grifone è una creatura leggendaria con il corpo di leone e la testa d’aquila. Il grifone è quindi spesso rappresentato con quattro zampe, ali, becco, artigli d’aquila e spesso con orecchie equine.

 [2] Nelle illustrazioni originali per Alice,  John Tenniel riprese il gioco di parole di Carroll rappresentando la Finta Tartaruga come una sorta di chimera composta da parti di diversi animali, e in particolare proprio quelle con cui si preparava la zuppa di finta tartaruga, tra cui la testa, gli zoccoli e la coda del vitello.

5^ B: “La storia della Finta Tartaruga”

   

Il Grifone/Matteo è con Alice/Vittoria  dalla Finta Tartaruga /Mattia  per poter ascoltare… ma stiamo certi che qualche domanda la farà anche lei!

 

Finalmente la storia ha inizio e scopriamo una scuola anche …in fondo al mare!

Ecco il video girato dall”operatrice” Veronica che ci mostra gli attori/volontari alle prese con queste non facili “battute” appena ascoltate e visualizzate sulle schermate della  LIM.

“E ora basta con scuola e lezioni,  è il momento di pensare ai giochi”, come dicono i nostri strani amici carrolliani.

Veronica ha fatto una ripresa  finale, a sorpresa, ve la pubblico… eih, ciao Marco!..  e naturalmente tutti quanti!

 “Buone vacanze a tutti”

dalle vostre insegnanti!!!

Un gioco con il  tangram: costruisci la Duchessa, il Cappellaio Matto, lo Stregatto, il Bianconiglio.

Area e perimetro…con Didone

La leggenda narra che Didone,  figlia del re di Tiro (oggi sud del Libano),  fuggita dalla sua città,  dopo un lungo periodo di navigazione, approda nella baia di Cartagine (sulle sponde dell’attuale Tunisia).  Affascinata dalle bellezze di quella zona, la principessa Didone chiese al re di quel luogo che le fosse concesso un pezzo di terra per fondarvi il proprio regno. Il Re, per dissuaderla, le dona una pelle di bue  dentro cui  potrà costruire la sua città. Per prenderla in giro le dà quindi il permesso di occupare una porzione di terreno contenuta nella pelle.

Astutamente Didone fece tagliare la pelle di bue a strisce sottilissime con le quali formò un filo molto lungo, e delimitò un’area avente come perimetro il nastro che aveva ottenuto ritagliando la pelle. Ottenne così una superficie di terreno con la massima area,  sufficiente a fondare la nuova città che fu chiamata Cartagine.

Proviamo anche noi?

1 – Invece della pelle di bue prendiamo un sacchetto di plastica, osserviamo quanto spazio copre e proviamo a fare  come Didone:

2 – lo ritagliamo a striscioline e  le annodiamo fra loro.

3 – Otteniamo un lungo nastro che misuriamo con la bindella e sostenendolo un metro ciascuno lo portiamo in uno spazio ampio

4 – dove lo possiamo stendere alla massima larghezza  e osservare quanto spazio ora riusciamo a contenere in questo perimetro.

Wow,  furba Didone, ha battuto lo spiritoso Re!

una storia natalizia

Ieri Sabina ha scritto:

Che bello, è Natale, è la festa più bella che ci sia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”

Il Natale è veramente una grande festa vissuta in tutto il mondo, anche se in modo diverso.

Siccome siamo in vacanza vi metto 4 minuti di video tratto da una storia natalizia creata da Tim Burton, un regista che ne ha fatto un film dal titolo

Nightmare Before Christmas”

Questo breve pezzo di film mostra il momento della scoperta del paese del Natale da parte di Jack Skeletron, il re delle zucche del paese di Halloween…

buona continuazione delle feste. 🙂

Alcune informazioni sul film

Il film è realizzato con animazione non disegnata, ma con l’uso di pupazzi mossi a mano dagli animatori di fotogramma in fotogramma.

L’idea iniziale proviene da un ricordo del regista quando ha visto, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, un negoziante rimuovere le decorazioni di Halloween per far spazio a quelle di Natale.

Trama

All’inizio della storia ci troviamo nella città di Halloween, un mondo alternativo dove l’annuale festa di Halloween è studiata e rappresentata dalla sua più grande celebrità, Jack Skeletron, il re delle zucche. Jack è amato e rispettato da tutti, ma lui si sente annoiato dalla ripetitività dei festeggiamenti e sente che comunque c’è qualcosa che manca nella sua vita.

Mentre vagabonda nel bosco dopo una tale festa con il suo fedele cane Zero, Jack scopre un circolo di alberi che non ha mai visto prima. Ogni tronco ha una porta con un disegno diverso, ma lui è subito attratto da quello con su disegnato un albero di Natale. Appena lo apre viene risucchiato in una città piena di neve, luci e felicità, viene attratto da tutti quei colori, dai regali e dalla gioia che si respira in questo posto rendendosi subito conto che è questo ciò che stava cercando…

Vi …metto un giochino musicale:

The Musical Christmas Tree
Un simpaticissimo gioco che permette di ottenere dei suoni diversi a seconda di quello  tocca il mouse sopra e sotto un albero di Natale.

Clicca QUI e prova

E un giochino con la slitta di Babbo Natale che deve consegnare i regali ma…su strade trafficate: si inizia in Canada e poi se siete bravi si dovrebbe girare il mondo. Se avete un momento di tempo e volete provare?

 Leggete bene le istruzioni e partite

CLICCA QUI

Attività “Star bene insieme”

Abbiamo da poco concluso il percorso di attività realizzate per il Progetto ASL sulla

gestione delle emozioni

di cui vi avevo già parlato ( clicca qui se vuoi rivedere il precedente articolo  del Progetto)

Quindi adesso cercherò di mostrarvi alcune attività svolte con i ragazzi, anche loro sono interessati a vedere pubblicato “qualcosa”… certo non tutto. Tranquilli ragazzi... alcune cose non usciranno dalle nostre aule …

Partiamo dunque

1 – Guardiamo il breve filmato “Le lavagne”.  I  ragazzzi non sanno  che fa parte del programma.   Il pezzo di film è strano, suscita emozioni perchè le scene sono insolite, non si conosce la lingua parlata, il paesaggio, le persone, tutto è inusuale… ma c’è un bambino, una mamma, un possibile papà, un gruppo di persone… La lettura delle espressioni, dei toni, dei movimenti, delle luci, dei paesaggi… tutto  deve essere messo al massimo per poter capire e controllare le emozioni che vengono suscitate…     Si parla, si chiede, ma non si danno risposte… forse le troveremo piano piano…

2 – Il colore delle emozioni.

Per capire dobbiamo conoscere, quindi cerchiamo nomi e colori di alcune emozioni che abitano e colorano le nostre giornate. Usiamo il goniometro, le misure e ognuno fa sbocciare il suo fiore!

(ricordate sempre di passare il puntatore del mouse per leggere informazioni sulle immagini e cliccateci sopra per ingrandirle)

 

3 – Il gioco dello S.G.A.M.O. S.G.A.M.O. sta per:

Senti bene chi ti parla

Guarda attentamente

Agisci come una volpe

Muoviti come un gatto

Otterrai molto di più

Utilizzo questo gioco interattivo per l’apprendimento e la gestione delle relazioni , in particolare per favorire una migliore lettura nella comunicazione e attuazione di comportamenti  vincenti.

“-Perchè è nato il gioco dello S.G.A.M.O. ? – scrivono le autrici – Per dare un contributo a bambine e bambini, dagli 8 ai 12 anni, per stare meglio nel mondo, per saper gestire la comunicazione con gli adulti in maniera efficiente ed efficace e, nello stesso tempo, gestire il rapporto con i coetanei in maniera non conflittuale. Lo S.G.A.M.O. è una specie di virus interspaziale, se lo vincete vi trasformerà in esseri “sgamati”, capaci di cavarsela meglio in ogni situazione.”

4 – Rappresentazione di una scena vista nel gioco. I due gruppi classe scelgono quale scena del gioco rappresentare in classe e si alternano  nell’interpretazione di  fatti ed emozioni!!

Si prova, si cercano soluzioni, si interpretano rabbie, paure, ansie…  Tutti sono attori e spettatori, si fa, si riflette, si ripensa e si disegna.

La 4^ B rappresenta la scena del “pesce” dove i genitori litigano per disaccordi sulla bontà del cibo portato in tavola… vi metto alcuni disegni:

La 4^ A rappresenta la scena dei “bulli in palestra” dove i bulli accusano un compagno innocente della loro cattiveria, hanno fatto cadere un ragazzo con le stampelle lanciandogli una palla…

Ecco alcuni disegni:

5 – Le espressioni delle emozioni. Usando goniometro e compasso, rappresentiamo alcune emozioni utilizzando “le faccine” o “emoticon”e ne facciamo un simpatico girotondo.

Tutte le emozioni sono parte delle nostre giornate, tutte e di più sono le immagini del nostro stare e mostrarci agli altri.

6 – Adesso proviamo a dare un nome alle emozioni vissute nel film. Su un foglio scriviamo alcuni momenti del film in cui riconoscere le emozioni. Attraverso le scene, la musica, i toni di voce, le espressioni del viso, i movimenti della gente…

E noi che emozioni proviamo guardando? Sono le stesse? Ci immedesimiamo quando guardiamo un film? Allora entriamo in quel mondo e ne viviamo le emozioni?


7 – Indovino di chi è.  Prendiamo un foglio a caso dal pacchetto, leggiamo quello che c’è scritto, se siamo bravi riconosciamo se il lavoro è quello fatto da noi… se  indoviniamo possiamo fare il “mazziere che sceglie il successivo lavoro da leggere”.  E giocando si impara anche a stare bene insieme!!!

Ai ragazzi il lavoro è interessato, la maestra ha cercato di fare al meglio, speriamo che sia servito e ci lasci qualche aiuto  per migliorare lo “star bene insieme”.

Il “Giorno della Memoria”

27 GENNAIO “IL GIORNO DELLA MEMORIA”

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo. Le vittime dell’Olocausto, del sacrificio di tutte quelle persone ed etnie ritenute “indesiderabili”: ebrei, omosessuali, oppositori politici, Rom, Sinti, zingari, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap ecc.

E in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Il testo dell’articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.

L’apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con sé in una “marcia della morte” tutti i prigionieri abili, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento del lager.

Il testo dell’articolo 2

“In occasione del “Giorno della Memoria” sono organizzate cerimonie, iniziative, incontri, momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo di conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”

Oggi a scuola abbiamo fatto una riflessione su questo triste momento della nostra storia.

Con i nostri compagni di classe 5^abbiamo poi approfondito l’argomento guardando  alla lim alcuni documenti del campo di Dachau.

Vi metto un video-documentario del campo di concentramento di Dachau

e una parte del film

il bambino con il pigiama a righe

Il giorno della memoria è un invito a riflettere su valori come

LIBERTÀ   SOLIDARIETÀ    UGUAGLIANZA

Il pesce vivo e il pesce morto

A proposito di peso… è bello poter ricordare questa saggia storiella di Mario Lodi.

Leggiamola dunque…

IL PESCE VIVO E IL PESCE MORTO

Una volta, quando c’erano ancora i re con le corone in testa e le monete d’oro in tasca, il re di un paese di cui non ricordo il nome, andò alla televisione e parlò così:

– Popolo mio, chi di voi mi saprà dire perché un pesce vivo pesa più di un pesce morto, avrà in premio un sacco di monete d’oro. Riflettete, studiate e alla fine io premierò la risposta esatta – .

Da quel giorno i maestri, i professori, i dottori e gli scienziati di quel paese cominciarono a pensare perché, come aveva detto il re, un pesce vivo pesa più di un pesce morto. E il giorno stabilito andarono tutti al palazzo del re che li aspettava seduto sul trono davanti al popolo in attesa, e alle telecamere.

Per primo si presentò un maestro e disse: – Secondo me un pesce vivo pesa di più di un pesce morto perché quando muore se ne vola via l’anima -.

Secondo si presentò un dottore e disse: – Maestà, il pesce morto pesa meno del pesce vivo perché il suo sangue non circola più -.

Poi si presentò un professore: – Maestà, io ho studiato tanto la vita dei pesci ma non so che cosa rispondere: credo che questo sia uno dei segreti della natura -.

Per tutto il giorno il re ascoltò le persone più colte del regno. Chi diceva una cosa, chi ne diceva un’altra. Alla fine, proprio mentre il re, non sapendo chi premiare, si era fatto levare la corona per grattarsi la testa, si fece avanti un uomo: – Maestà, io sono un contadino che non sa né leggere né scrivere perché al mio paese la scuola non c’è. Ho ascoltato tutta quella gente che ha studiato e ci ho capito poco. Allora sono andato a prendere un pesce vivo e una bilancia per pesarlo -.

E mentre diceva così buttò il pesce vivo sulla bilancia e disse al re di controllare. Il re inforcò gli occhiali e lesse il peso: – Un chilo e un etto -. Il  contadino levò dalla tasca un coltello, uccise il pesce e lo mise sulla bilancia. Il re rimise gli occhiali e disse: – O bella… un chilo e un etto come prima… il peso è uguale! – Il popolo fece un grande applauso e il re disse: – Sia dato a questo contadino il sacco di monete d’oro -.

Due facchini reali posarono davanti al contadino la grande ricchezza. Il contadino disse: – Mio re, grazie. Però io e la mia famiglia, anche se siamo poveri, non sapremmo che fare di tutto quest’oro. Ne prendo una manciata che userò per farmi una casa e per mandare i miei figli a scuola. Il resto te lo lascio a un patto: che tu faccia costruire scuole per tutti e in ogni scuola faccia mettere una bilancia -. Il popolo fece un altro applauso, e il contadino disse al re: – Maestà, davanti al tuo popolo, devi promettere! –    – Prometto! – disse il re. Il contadino prese la manciata d’oro e se ne andò, lasciando là il re, i maestri, i professori e i dottori con tanto di naso.

Il re, come aveva promesso, con l’oro del contadino fece costruire scuole per tutti e in ogni scuola fece mettere una bilancia.

Con la bilancia, naturalmente, gli studenti cominciarono a pesare ogni cosa. E un giorno venne loro in mente di pesare anche il re. Lo presero, lo posero su un bilancione, senza corona in testa, e si accorsero ce valeva molto poco per essere un re.

Da quel giorno in quel paese, non si fecero più gare alla televisione, però tutti i ragazzi andarono a scuola e là imparavano la storia del contadino che aveva pesato il pesce davanti al re e tante altre storie vere.

Vi è piaciuta ragazzi? Carina no?

Sveglio il nostro contadino,  e anche saggio!!

Il popolo fece un grande applauso e il re disse: – Sia dato a questo contadino il sacco di monete d’oro -.

Come… la mano

“come… la mano”

Ciao ragazzi, tutto bene? Questa filastrocca di Mario Lodi  l’ho mandata a Bab, una ragazzina che è in ospedale e sta combattendo contro una difficile malattia.

Mi piaceva lasciarle il messaggio dell’ultima foto.

Allora la metto anche qui sul nostro blog, così la leggete anche voi.

Tranquilli però, le vacanze non sono finite!!!   ciao

(cliccare sull’immagine per ingrandire e leggere)

Però

voglio dire la verità:

la sinfonia

da solo

suonare non potrei

senza i fratelli miei –